Come diventare delle perfette prodomme.
By elisavisconti at 29 luglio, 2010, 12:28 pm
Essere una Domina professionista mi obbliga moralmente e personalmente all’attenzione dei dettagli. La mia ossessione maniacale per i dettagli è incontrovertibile. Io debbo poter garantire ai miei clienti di trovarsi di fronte ad una professionista capace e preparata, che sa quello che fa, che conosce il sadomaso, conosce e sa praticare molte delle sue categorie, in un ambiente pulito, disinfettato altamente attrezzato, discreto e sicuro, con l‘ausilio di giochi certificati e a volte monouso sopratutto nelle pratiche clinical. L‘aspetto clinical come quello dei giochi dannunziani sono una capitolo a parte che tratterò in modo specifico più avanti. La diversità di approccio tra una preparazione conscia e dettagliata e una preparazione superficiale fa la differenza tra una domina improvvisata e una professionista. Molte persone a causa dei soliti stereotipi, sono conviti che le donne abbiano un bancomat in mezzo alle gambe e che all’occasione basta aprirle e voilà effettuare un prelievo. Non è affatto così. Essere una professionista de’erotico, prevede già di per sé l’assunzione di costi, doveri, rischi. A maggior ragione una dominatrice rispetto ad una escort se è una professionista si assume un costo maggiore d’investimento, di pubblicità, di lavoro, d’immagine, ma anche di esperienza in ciò che si proprone, perchè non ci si può assolutamente improvvisare visto la particolarità delle pratiche. E’ doveroso impararle e farlo bene. Perchè se si vuole diventare veramente delle ottime pro domme, la differenza sta proprio nel dettaglio.
Elisa Visconti
8 Responses to “Come diventare delle perfette prodomme.”
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agosto 6th, 2010 at 19:32
Sul fattore gheishe dico il vero non confondiamo un intrattenitrice colta cioè in grado di cantare ballare suonare parlare e intrattanere un cliente cio soldi riportato a una dimensione di tradizione invece di ridurla come una prostituta massaggiatrice sottomessa. Scusa Elisa fino ad adesso sei sempre stata TU a incutere il timore di una malattia nel prodomming e non io.Se le tue colleghe sono predisposte a presentare un certificato di sana e robusta costituzione altrettanto un certificato contingente e recente al ricevere la frusta i falli o introduzione di dita nel culo seppure protette dovrebbe essere presentato.Chiedi questo ai tuoi clienti?Quanti di questi difronte a questa pretesa accettano?
Come non prodomme sarei curiosa di saperlo.
agosto 6th, 2010 at 11:49
agosto 6th, 2010 at 00:01
Cara elisa nomini le gheishe?Primaditutto non confondere l’antica tradizione nipponica delle gheishe con le prostitute,perchè se è questo il tuo luogo comune che ti porta a stampare una gheisha come una prostituta addestarata per soddisfare i pruriti del cliente nel bordello di Madame Kunfù a Saigon o di Maitresse Cincoig a Shangai allora esponi una castroneria.
Se fossi un cliente e se trasfomassi questo valore in un pastume di commercio a chi mi rivolgerei?
A quella che mi ispira di più e intendo quella che mi propone meglio per divertirmi e che mi permette di esplorare oltre al compare e non la più attrezzata vaccinata o chicchesia. Come quando io compro le scarpe.
Voglio la scarpa griffata? Spendo è ovvio ma non è detto che sia comoda come la ciabattina comprata alla bancarella.
Spiegami perchè una prodomme si dovrebbe vaccinare
contro l’epatite (malattia sessualmente trasmissibile) se con la sua clientela dichiara di non fare sesso e non vuole nemmeno farlo?
Anzi sarebbe meglio dire intesa come quella sessualità non tradizionale attraverso la penetrazione non protetta tra vagina e pene cosa che parecchie prostitute potrebbero (escort ragazze marciapiede ecc) per diritto di scelta personale o di mercato fare con un o più cliente se ben pagate.
Ritengo inevitabile domandare a te,se è questa la tua inizitiativa,perchè ti devi vaccinare se sei una persona sana e sai di esserlo senza giustificarti con il mondo esterno e che vuole essere una prodomme che si distacca da questa tipologia di sesso comprato?O i falli di plastica che usi non vengono ripuliti?A questo punto i dubbi in base alla tua risposta se si citano termini come malattia o virus o quantaltro potrebbero nascere.Credi che regole non solo igeniche ma anche considerate in proposta sessuale di una messa in scena molto diversa dallo schema prostituta le tue colleghe non le abbiano già attuate sul loro lavoro e con questo influisce nei loro termini da sole con coscienza a seguire una propria linea guida?
agosto 1st, 2010 at 16:52
luglio 31st, 2010 at 17:59
Ciao elisa,non ti sembra esagerato dare insegnamenti a coloro che del loro lavoro potrebbero ricavare virtù non perchè e facile fare soldi ma anche dalle loro singole proprie personali esperienze?
Non essendoci nonostante la tolleranza,una scuola riconosciuta legalmente IN QUESTO COME MOLTI ALTRI PAESI presumo,un concetto e un attestato tangibile da sfruttare professionalmente ma solo attagliata da una proposta di mercato e si sottiindende espressa come in ogni commercio creato come mestiere e lavoro al di fuori dalle dottrine di un ruolo e non solo dallo studio sadomaso disinfettato,non pensi dovute anche alle libere scelte di impresa di questa attività alle altre non importi un vademecum di razionalizzazione proprio rivolte ai singoli concetti visioni e punti di vista della loro espressione e di guadagno lavorativo?.
Tu pensi che il cliente che si rivolge alla professionista con tanto di altarini non possa altrettando divertirsi con la fanciulla da chat o da social network in un motel in autostrada? Sbirciando i forum e dai commenti su donne PRODOMME di diversa preparazione e età mi sembra che tutto nel vostro lavoro faccia brodo,e che proprio grazie alla libertà di proporsi e di accettare non vi siano delle regole da seguire scusami anzi che le regole tutelanti da te indicate non sono quantomeno rispettate dal cliente in preda al suo sfogo curioso non indirizzate nel reale professionismo di parte.