La differenza tra un vero slave e la fantasia dell’esserlo a richiesta.

By elisavisconti at 25 maggio, 2010, 12:16 pm

La differenza tra un vero slave e la fantasia dell’esserlo a richiesta qual è? In realtà è enorme. Mi arrivano circa 100 mail la settimana se non più di richieste di schiavi che vorrebbero essere collarizzati. Disposti a tutto a loro dire. Ma sarà veramente così? Essere dominanti non significa decidere ed essere non slave significa obbedire? Dovrebbe essere cos’i eppure non lo è. Sono loro che decidono gli slave. Decidono che dominanti contattare, decidono come e quando contattarle, decidono di farsi colarizzare quando e da chi. Per quanto tempo, come. Non è un paradosso? Certo che lo è. E questa è la enorme e fondamentale differenza tra essere slave per qualcuno che sia dominante a prescindere dal nome, dalle condizioni, dall’immagine e credere di esserlo esclusivamente assecondando il piacere della propria fantasia cercando una mistress  ideale che gli corrisponda nel taschino. Per gli autentici dominanti, la ricerca di sub seri è molto ma molto più complicata di quello che voi tutti crediate. Perchè se è pur vero che in rete oramai ci sono migliaia di aspiranti, personalmente ritengo che sia più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che io possa selezionare tra i tanti un autentico sub tra la moltitudine di slave che circolano attorno. E per dimostrarlo  ora vi riporto la sessione di ieri .

Elisa Visconti

Credevo di essere sulla strada dell’insegnamento, credevo di essere insignito al nome di slave. Ma maggior ragione credevo di avere l’onore di potere servire prima o poi una autentica dominante. Invece……Buona sera Miss Elisa Visconti. Questa sera come al solito, mi ha dato ancora una volta degli elementi a cui pensare e i miei dubbi che ogni volta dopo avere capito la lezione che mi da, si dissipano, riemergono sempre più preponderanti in me. Vengono a galla come fossero bolle d’ aria in un mare di acqua e fanno male. Ogni mia certezza di aver acquisito la giusta conoscenza di come si deve comportare un vero slave con e per Lei, svanisce sotto l’ ombra delle Sue parole così vere. Le sue parole mi tagliano la faccia, mi sferzano e mi ghiacciano, ma so che sono verità ed è per questo che mi fanno male tremendamente male. Era da questa mattina che desideravo essere al Suo cospetto, ho cercato invano di non chiamarla, perchè Lei mi aveva chiesto di non farlo sino a lunedì, ma purtroppo la mia debolezza o forse la mia voglia di servirla, me lo ha impedito. Le mie carni fremevano e il sangue mi ribolliva nelle vene, volevo venire a servirla.  Anche solo per stare sotto i suoi piedi immobile per ore. Ma ora, le Sue parole dette con decisiva serietà, mi hanno messo in confusione. Io l’ho chiamata, mi sono comportato da slave, almeno credevo, ma quando Lei mi ha chiesto come desideravo servirla sono rimasto pietrificato. Sembrava che dovessi essere io a decidere come servirla, non capivo perchè lei mi aveva fatto questa richiesta.  Ora lo so. L’ho imparato grazie a ciò che è accaduto ieri. Non mi è concesso decidere a me il modo, il come, ma soprattutto il momento, quando servirla e questo  ultimo aspetto l’ ho capito solamente dopo, quando ormai era troppo tardi. L’ho capito grazie a Lei. Il vero slave serve la Sua signora non per fine a se stesso. Questo lo sanno tutti. Credevo di saperlo anche io, quante volte io stesso lo ho detto. Invece io oggi pur sapendo sono voluto venire d’ innanzi a Lei chiamandola, chiedendoglielo, nonostante questa fondamentale regola che differenzia lo slave vero da chi lo vuole essere per occasionalità quando gli fa comodo. Oggi giorno,molte persone pur di essere sottomessi sono disposti a tutto, anche a fare cose assurde. Ma sempre e solo se loro lo vogliono. Oggi lei mi ha insegnato che essere sottomessi significa sacrificio, significa riuscire a controllare anche le nostre pulsioni. Sono veramente rammaricato per non essere riuscito a dimostrarle il mio valore, tante belle parole….ma a fatti? Sono consapevole che il mio percorso è solo all’ inizio, o forse non è ne ancora veramente partito, ma voglia perdonare questa inetta persona che sono. lei mi ha concesso di seguirla e di essere istruito a dovere solo da Lei. La sua filosofia CDSM dice che la Dominante crea un rapporto con il proprio sottomesso entrando in empatia, istruendolo, promuovendo un’ affinità, nel più totale rispetto. Lei con me questa filosofia l’ha sempre dimostrata e io? Ecco oggi, questa sera, il mio rispetto nei suoi confronti è stato pessimo. Anzi non cè proprio stato. Ma l’ho capito  solo ora. Come ho capito solo ora perchè lei mi ha detto per telefono cosa io  volevo fare. Che sciocco. La mia più grande fortuna è stata conoscerLa e Lei mi sta facendo scoprire cosa risiede in me. Lei riesce  a tirare fuori da una persona anche tutto ciò che la stessa non sapeva  nemmeno di avere, ho avuto la fortuna di essere stato il “prescelto” per diventare un suo slave e la ringrazio per averlo fatto, ma come la sto ringraziando?   So che lei non ama istruire slave personali, so che  se lo fa è solo dopo una lunga e preventiva conoscenza. Io stesso prima di entrare nelle sue grazie ci ho messo anni. E ho rovinato tutto? In futuro le cose cambieranno, mi porrò a Lei  da autentico slave. La disturberò solo quando lo deciderà Lei e la servirò in modo esemplare, solo per esaudire i Suoi desideri e non per esaudire i miei pruriti. Come avrà notato ero molto agitato, forse nel mio inconscio sapevo di avere sbagliato a propormi  infatti ho fatto solo dei danni.  Lei desiderava istruirmi in altro modo ma io con la mia noncuranza non glielo ho permesso. Ho portato della frutta in suo dono perchè so che lei ama la frutta e l’ho fatta cadere, dopo averla massaggiato il corpo, mi ha chiesto una coppa di champagne e io stupido, con le mani unte, ho rotto un bicchiere facendolo cadere a terra. Per lei solo lo champagne migliore, invece le ho servito champagne di scadente qualità, che lei giustamente mi ha obbligato a ingurgitare sino all’ultima goccia. Mi sorprende il fatto che non mi abbia cacciato all’ istante. Ma quando mi prima di liquidarmi, le ho chiesto perchè quando io l’ho chiamata, lei mi aveva chiesto cosa desideravo, quando mi sono permesso di farle presente che la sua richiesta mi stupiva perchè io da slave non dovevo permettermi nessuna richiesta, la sua risposta mi ha gelato : ” L. ti chiamo per nome perchè non sei degno di essere chiamato slave visto che non lo sei. Non lo hai ancora capito?Ti credi uno slave?Rispondi”. Io dissi titubante” Si padrona.”" Ma dai? Veramente? sai cosa significa essere slave? Bene ti rinfresco la tua memoria. Slave significa servire, la propria regina sublimarla, adorarla, incondizionatamente, assecondando i suoi desideri come ella ritiene più opportuno”. Io risposi scioccamente ” Lo so signora”. “Ah lo sai? E se lo sai perchè tu ti sei permesso di chiamarmi? Se lo sai perchè tu ti sei permesso di decidere quando venire? E perchè ti sei stupito che io ti abbia chiesto cosa volevi fare? Visto che ti eri permesso di chiamarmi, visto che non ti eri comportato da slave, perchè io avrei dovuto trattarti da slave?Ricorda che tu quando sei in sessione di addestramento sei di fronte a Elisa Visconti non alla prodomme.  Io come prodomme ascolto i desideri degli ospiti, che mi chiamano solo quando loro vogliono, io debbo garantire loro professionalità, empatia, riserbo, massima partecipazione in base alle loro fantasie. Come prodomme sono ben conscia che la fantasia dell’ospite ha la priorità e che io posso plasmare la mia fantasia sulla loro ma stando attenta a rimanere nelle loro corde.  Come prodomme non posso eseguire un travestimento forzato perchè mi va, ad un ospite che non richiede ad esmpio un pissing, capisci ora l’enorme differenza? Ma come disciplinaria, tu devi stare dietro alle mie corde e solo alle mie perchè come disciplinaria decido io come plasmarti, pur garantendoti di capire e convogliare meglio le tue atitudini attraverso il cdsm. E se tu ti permetti di chiamarmi perchè hai i tuoi pruriti, ti dimostri non uno slave, ma un bottom occasionale,  e io ti tratto da ospite. E come ospite ti chiedo che fantasie hai. Capisci ora? Ma ricorda una cosa. Essere ospite è un conto, essere slave è un altro.  Essere slave è un percorso lungo sacrificale, che non puoi decidere di fare quando ti va a te o quanto ti fa comodo. Ficcatelo in testa. Sei sempre in tempo a fare solo l’ospite, ora capisci perchè io non accetto facilmente slave personali? Perchè pochi lo sono dentro e ne sono all’altezza. Non credere che solo le dominanti devono dimostrare valore, anche gli slave devono essere all’altezza di una dominante e io come dominante voglio ed esigo il meglio. E ora vai e rifletti mi hai deluso immensamente e impara a sentirti meno arrivato, visto che non sei nemmeno all’abc e non chiamarmi se vorrò quando vorrò lo farò io ora devo sbollire sono molto molto delusa”.  Che taglio! La prego di perdonarmi per quanto accaduto, la Sua filosofia dice che il sottomesso esaudisce gli ordini impartiti dal Dominante per imparare. Ma ho capito che io se voglio essere lo slave di Elisa  Visconti devo avere un valore enorme. Perchè Elisa Visconti la disciplinaria, non perde tempo con persone di valore minore. Ecco la mia voglia di essere il Suo slave ora è ancora più forte. Perchè sempre più mi rendo conto che lei fa davvero sul serio. E sempre più mi rendo conto di quanto io sia stato e sia tutt’ora solo uno stupido fortunato. Non voglio perderla. Aspetterò. Suo eterno Sub.


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14 Responses to “La differenza tra un vero slave e la fantasia dell’esserlo a richiesta.”

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  1. elisavisconti
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    elisavisconti Says:

    Capitan harlok, ;-) amo quel cartone….In tutti gli uomin i vi è una componente di bi sessualità, in alcuni evidente, preponderante, che si evince sin dall’infanzia, in altri latente, che si scopre solo per fatalità od occasione, in altri rimane sopita. Ma esiste in tutti persino in coloro che mai accetterebbero di possederla…..

  2. il capitano
    4
    il capitano Says:

    Le semplici ed acute osservazioni della Signora hanno la forza della concretezza e del pragmatismo, che come sempre separano le persone capaci dai poveri inetti. Non so cosa accada agli altri, ma al sottoscritto accade esattamente quello che viene descritto nella testimonianza qui riportata. L’essere slave è molte volte una mera strada alternativa per il soddisfacimento delle proprie pulsioni sessuali. Ho capito che qualcosa stava cambiando in me solo negli ultimi mesi, da quando cioè ho cominciato a pormi domande sulle donne che incontravo per comprendere se avrei accettato di inginocchiarmi e baciare i loro piedi seduta stante. Si trattava di domande un po’ strane, dato che normalmente mi chiedevo come si sarebbero comportate a letto. I l rapporto dom/sub, al limite, lo consideravo come un divertente diversivo. Chiedersi se fossi stato disposto ad umiliarmi sul momento era quindi un bel cambio di prospettiva. Ma ciò che mi ha fatto sorgere le prime domande serie era il fatto che queste fantasie non le immaginavo con chiunque incontrassi, ma in effetti me le ponevo solo con donne dal forte carisma, magari determinato semplicemente da una buona posizione lavorativa. Ulteriore segnale mi arrivava dal fatto che cominciavo anche a domandarmelo su alcuni uomini, segno che emergeva anche una certa consapevolezza circa la mia bisessualità.
    Il colpo finale alle mie stupide idee mi è arrivato leggendo le pagine di questo forum. Sto cominciando a capire. Leggendo ciò che viene riportato, ed immaginandomi al posto dello slave di turno, provo un senso di tristezza derivante dal fatto di non aver provato tutto ciò. Nella solitudine delle mie fantasie mi capita di piangere dall’emozione che in me provoca la Signora. Si fa strada in me un senso di devozione, tenerezza, adorazione. Capisco che intraprendere una strada simile significherebbe cambiare radicalmente uno stile di vita. Significa essere slave sempre, in ogni momento. Si compongono in me i pezzi di questo mistero che è la sudditanza verso Lei. Mi comincio a rendere conto che forse non sarò mai in grado di affrontarLa. Questo mi agita, mi rende irrequieto. Vorrei ma non vorrei, mi duole un poco il cor………………

  3. principe ranocchio
    3
    principe ranocchio Says:

    non è facile la vita dello slave…ma quando si incontra una Domina come Miss Elisa le cose diventano poco a poco più chiare… Lei sa come migliorare gli slaves, se vuole; Lei sa come ottenere che superino i loro limiti semplicemente assecondando le loro tendenze, senza eccessi…
    Grazie a Miss Elisa di darci queste opportunità di apprendere! Ripromettiamoci di fare del nostro meglio!!

  4. elisavisconti
    2
    elisavisconti Says:

    Purchè lo si capisca, a volte ci si sofferma a guardare il singolo errore senza avere l’accortezza di capirne l’origine, questo fa si che se ne commettano tanti altri pur di diversa natura. Bisogna capire dove si sbaglia e correggere l’atteggiamento che crea l’errore, non prevenire o ariginare l’errore in se…

  5. gionny
    1
    gionny Says:

    Che lezione ! Del resto si e’ o non si e’ .
    Caro L.,
    penso che dall’errore ne uscirai piu’ motivato di prima ; ti e’stato dato modo di fermarti a ragionare per evitare di commetterne altri che in futuro avresti fatto.
    Succede a molti di farsi comandare dall’impazienza che diventa sofferenza .
    Credo che nulla sia perduto
    Gionny

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